Franco LanfrediGianfranco Ferlisi


VIAGGIO IN ITALIA
Nord


Cosa è rimasto del Bel paese ? Qual è lo stato di salute del paesaggio italiano dopo la fine, negli anni Ottanta, delle grandi idealità collettive e pubbliche? Alla domanda cerca di rispondere Franco Lanfredi con una serie di istantanee digitali, abilmente manipolate,in cui prende forma un originale e raffinato esercizio della visione. Ma ci troveremmo fuori strada se cercassimo nelle sue immagini una esplicita critica sociale. L’antropizzazione selvaggia e le colate di cemento sono state bandite dai suoi orizzonti manierati per lasciare affiorare raffigurazioni da sogno, calligrammi fotografici on the road, scenari saturi di natura e di colore, scorci esageratamente belli e dunque tanto poco verosimili da generare effetti onirici. E allora si comprende come le sue opere chiedano,innanzitutto, la grazia della semplicità dello sguardo, la leggerezza di una libera osservazione. Il fotografo si muove infatti sull’impervio crinale in cui si incontrano interpretazione estetica e tensione lirica. Scatti ispirati e immaginifici si articolano, con imprudente naturalezza, nel contesto del villaggio globale della contemporaneità. Emerge, alla fine, una panoramica di opere che si presentano come esplicita materializzazione di un pensiero creativo ad alto contenuto emozionale. È per questo che Franco Lanfredi non cerca mai di documentare le trasformazioni della società post-industriale e gli imbruttimenti del tessuto urbano e ambientale.Scrive semmai con la luce per cercare la poesia in ciò che osserva. Perché in fondo la parola fotografia deriva da due parole greche luce (φῶς | phôs) e grafia (γραφή | graphis). E scrivere con la luce, appunto, è la sua vocazione. E in questa scrittura l’illusione mimetica vacilla. Perché Le sue immagini, stampate tramite sublimazione su lastre di alluminio Chromaluxe, assumono una innaturale vividezza che rimanda allo schermo degli smartphone. È ovvio che l’autore mette costantemente in crisi il rapporto di similitudine tra ciò che è ritratto e immagine finale. Ma tra “naturale” e “artificiale”, la sua manipolazione diventa quasi istrionica e ironica, perché l’autore trasforma luoghi normali in scene da favola e si diverte a enfatizzare il clichè di un territorio spesso inteso come giardino d’Europa, come luogo meraviglioso in cui si concentra oltre la metà dei beni culturali del mondo. Quest’Italia dei luoghi comuni esiste poi davvero? Di certo esistono fotografie ingannevoli in cui l’osservatore può ritrovare un’Italia diversa che si palesa, nei suoi elementi primari, quasi come un mondo virtuale, grazie a un approccio intellettuale e al tempo stesso affettivo, in un equilibrio instabile di verità e di retorica.


Genere Illustrati
Sottogenere Fotografia
Pagine 116, ill. colori
Formato 30x24, brossura con alette
Anno di edizione 2017
ISBN 978-88-85469-04-4
Italia bellezza Architettura paesaggio Natura citta Foto di architettura e paesaggio

Prezzo

19,90 €