3.32: un rumore come di martello pneumatico mi sveglia all’istante, è un rumore in crescendo, a cui si aggiungono i rumori degli oggetti che cadono dai mobili; realizzo immediatamente che si tratta del terremoto, il mio cervello era rimasto all’erta dopo le 23.30. Gabriele si sveglia due secondi dopo di me, e mentre l’intera stanza traballa con un suono sordo ma potente, ritmico, roboante, ci prendiamo la mano. Entrambe le nostre mani tremano, così come le gambe, e la testa, e il cuore. Riusciamo a conquistare la porta della camera da letto al buio, la luce è andata via, tremando, e sotto quella trave della porta dell’antica casa in pietra che ci ospita, ci abbracciamo senza dire una parola, immobili, consapevoli di poter morire in ogni istante, in attesa che la terra si fermi, che finiscano quei 38 lunghissimi secondi di terremoto.
I diari di L’Aquila
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Dieci piccole storie di terremoto
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GABRIELE D’OLTREMARE ha studiato architettura nell’Ateneo abruzzese. Svolge il mestiere di architetto e designer tra l’Italia e la Turchia. Impegnato in campo artistico, è co-fondatore del MusAA-MuseoArchitetturaArte all’interno del quale dirige eventi ed attività artistiche.




