Sul finire del XIX secolo l’altopiano di Ponta Grossa nello Stato brasiliano del Paraná assistette all’arrivo di immigrati europei stremati da settimane di traversate e segnati caratterialmente e fisicamente dall’appartenenza alla mai sterile genia dei miserabili. Tra costoro, si cimentò a disboscare, edificare e coltivare un gruppo dapprima sparuto, poi numeroso e infine decimato di uomini e donne giunti dall’Italia con la premeditata intenzione di vivere sì senza la morsa della fame ma pure alleggeriti dal triplice peso di Dio – Patria – Famiglia. Dal libero amore nacque così la Colonia Cecilia, bizzarra creatura che per quattro anni (dal 1890 al 1894) seppe resistere anarchica e difterica, ingegnosa e scorata, ammirata e dileggiata su questa linea immaginaria del 25° parallelo Sud, senza lasciare altra traccia nel paesaggio se non una radura-memoriale tra palme e araucarie, a segnalarci come, lontano dalle arterie principali, quel che è stato fatto sarà sempre e ancora da fare.
MARTA CAI è nata a Canelli nel 1980. Da alcuni anni vive a Curitiba, in Brasile, dove insegna italiano. Suoi racconti sono stati pubblicati su riviste (“inutile”, “il Reportage”) e nel volume Enti di ragione (SuiGeneris, 2019). Il suo romanzo Centomilioni (Einaudi, 2023) è stato finalista al Premio Campiello. Il suo ultimo libro è Brasilampi (Hopefulmonster, 2023). Per Oligo ha scritto il racconto Schiena, inserito nell’antologia miscellanea Splendere ai margini (2023).
Data di uscita: marzo 2026
Collana: Ronzinante
Tag: Anarchia, Brasile, Colonia, Emigrazione
ISBN: 9791281000728


