Nata a Ferrara nel 1474 e morta a Mantova nel 1539, Isabella d’Este è ormai un mito nella storia della raffinatezza, della civiltà, dell’arte e delle vicende politiche europee. Di lei hanno scritto moltissimi, spesso a proposito ed ancor più spesso a sproposito. La leggenda relativa all’Estense prese corpo mentre ella ancora viveva, e sono moltissimi i riferimenti reperibili nei documenti coevi sulle sue doti politiche, sul suo senso estetico nonché sul suo indomabile carattere, volitivo e caparbio. Basta sfogliare i rapporti degli ambasciatori del tempo, con particolare riferimento al carteggio degli “oratori” veneti, per trovare giudizi che la riguardano, giudizi estasiati o apertamente denigratori a seconda delle tendenze politiche dello scrivente; sebbene s’intraveda quasi sempre un’ammirazione che neppure l’antipatia più profonda riesce a soffocare del tutto. Il presente lavoro cerca di fare un po’ d’ordine, dando una sistemazione per quanto possibile chiara ed organica alle ultime scoperte sulla poliedrica sovrana e sulle sue celebrate raccolte.
La grotta delle meraviglie
9,00 €
La grotta delle meraviglie
Il collezionismo di Isabella d'Este-Gonzaga
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RICCARDO BRAGLIA, mantovano, è storico dell’arte, conferenziere, scrittore e giornalista, nonché consulente di varie reti televisive. Per molti anni ha inoltre ricoperto l’incarico di Ispettore Onorario della Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici di Mantova. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni, oltre che curatele di mostre e di eventi culturali di valenza nazionale ed internazionale. Per i tipi de Il Rio ha pubblicato La grotta delle meraviglie. Il collezionismo di Isabella d’Este-Gonzaga (2014) e ha curato il catalogo della rassegna Burgio. Opere 1959-2016 (Reggio Emilia, 2016).




