Quarta di copertina di Davide Bregola
In una sorta di Spoon River mantovana, Cavicchioli affronta gli incontri con la curiosità della persona realmente interessata al suo prossimo, alle persone. Fa parlare grandi capitani d’industria, sportivi, poeti, barzellettieri, semplici cittadini che nella loro vita si sono distinti anche solo per una particolarità. Mi piace la generosità con la quale si avvicina, sornione, per capire meglio. Fa pensare che la vita di ognuno di noi sia un racconto meraviglioso. Serve solo la sensibilità di qualcuno, come Gilberto, con la passione, anzi direi la fame di biografie.
Nel proprio archivio, Gilberto Cavicchioli custodisce una miriade di interviste, ma non è geloso di questo patrimonio, anzi, ne fa volentieri dono. Questo libro è solo un assaggio del lavoro che, con pazienza e dedizione, Gilberto ha compiuto nel tempo, conversando con poeti, artisti, circensi, ma anche deportati, industriali, sportivi: tutti fratelli di variegatissima famiglia umana. Ne esce un volume prezioso, capace di far rivivere la grande storia del Novecento – tra guerre, rivoluzioni politiche e sociali, boom economico, successi sportivi e non solo – attraverso la voce di chi questi momenti cruciali li ha vissuti sulla propria pelle, incrociando in modo spesso inaspettato le vicende di una piccola comunità locale, qual è quella mantovana, con il mondo intero.




