Attilio Marocchi

La poetica di ATTILIO MAROCCHI viene da lontano. Autore introverso, uomo di poche parole; per capire qualcosa di lui è importante visitarne la casa: una corte isolata nella campagna di Montanara a cui si arriva attraversando un lungo viale di noccioli. Un’isola agreste dove meditare. Marocchi appartiene alla “vecchia guardia” della cultura mantovana. Quel gruppo di intellettuali che si era riunito attorno alla rivista d’avanguardia “Il portico”, fondata nel 1964. Tra gli altri c’erano Umberto Artioli, Gino Baratta e Francesco Bartoli: personalità dall’incredibile spessore culturale che hanno davvero fatto grande Mantova. Proprio Artioli firmò la presentazione del primo libro di Marocchi – Coriandoli, edito nel 1987 da “Forum/Quinta generazione” – notando che il «vertiginoso restringersi del campo visivo scandisce l’itinerario verso il cosmico». Da allora Marocchi ha pubblicato ancora: Viola, argento, celeste, di indaco (Mantova, Sometti, 2002) e Acquerelli ad una donna mai esistita (Mantova, Tipografia commerciale, 2006).

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